{"id":1,"date":"2017-11-27T13:00:20","date_gmt":"2017-11-27T12:00:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lbcstudio.pro\/index.php\/?p=1"},"modified":"2018-01-22T20:20:05","modified_gmt":"2018-01-22T19:20:05","slug":"risk-management-e-strategia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lbcstudio.pro\/index.php\/2017\/11\/27\/risk-management-e-strategia\/","title":{"rendered":"Risk Management e Strategia: Informazioni quale Valore Strategico per la Prevenzione e Benessere Organizzativo."},"content":{"rendered":"<p>Nel 2017 \u00e8 andato completandosi il processo di telematizzazione della Sicurezza nei Luoghi di Lavoro portato avanti dall&#8217;Istituto Assicuratore Inail. In particolare a far data dal 12 Ottobre \u00e8 stata previsto per tutte le aziende la Comunicazione obbligatoria da effettuarsi per quegli infortuni non indennizzati dall&#8217;Istituto con almeno un giorno di assenza dal lavoro escluso quello dell&#8217;evento. Cos\u00ec gli infortuni con durata compresa tra uno e tre giorni escluso quello dell&#8217;evento sono da comunicare telematicamente mentre per quelli con durata superiore a tre giorni escluso quello dell&#8217;evento, l&#8217;obbligo di comunicazione \u00e8 assolto attraverso il medesimo modulo telematico utilizzato per la denuncia degli stessi.<\/p>\n<p>Le finalit\u00e0 a carattere statistico del nuovo adempimento risultano importanti soprattutto se visti in ottica di tipo prevenzionale: monitorare, infatti, gli infortuni di piccola entit\u00e0 e disporre di una banca dati usufruibile nei diversi settori di appartenenza delle rispettive imprese potr\u00e0 consentire di stabilire correlazioni maggiormente significative, in relazione alla frequenza, degli accadimenti degli eventi anche di lieve entit\u00e0 aggregati per\u00f2 per comparto di attivit\u00e0 e tali da orientare meglio le possibili azioni di prevenzione.<\/p>\n<p>Spostando a tale proposito l&#8217;attenzione proprio sui dati che via via confluiranno nel Sistema Informativo per la Prevenzione, l&#8217;articolo 9 del D.M. n. 183\/2016 stabilisce un principio molto importante: nel sistema informativo dovranno confluire tassativamente solo quei dati previsti dall\u2019allegato \u201cA\u201d rientranti nelle sei macro aree di flussi informativi previsti dall\u2019art. 8, comma 6, del D.Lgs. n. 81\/2008, ossia:<\/p>\n<ul>\n<li>il quadro produttivo e occupazionale;<\/li>\n<li>il quadro dei rischi anche in un\u2019ottica di genere;<\/li>\n<li>il quadro di salute e sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici;<\/li>\n<li>il quadro degli interventi di prevenzione delle istituzioni preposte;<\/li>\n<li>il quadro degli interventi di vigilanza delle istituzioni preposte;<\/li>\n<li>i dati degli infortuni sotto la soglia indennizzabile dall\u2019Inail.<\/li>\n<\/ul>\n<p>In particolare, per quanto riguarda gli interventi di vigilanza si rileva che nella banca dati nazionale confluiranno le inchieste sia sugli infortuni sia sulle malattie professionali, nonch\u00e9 i pareri, le verifiche periodiche, gli illeciti penali e amministrativi e i pagamenti effettuati. Insomma, tutte le informazioni relative a ciascuna azienda ispezionata, costituendo cos\u00ec una sorte di \u201canagrafe tributaria\u201d della sicurezza integrata anche dalle denunce d\u2019infortunio e di malattie professionali.<\/p>\n<p>Inoltre, nel sistema informativo confluiranno altri dati fondamentali che gi\u00e0 adesso sono trasmessi per via telematica all\u2019Inail, ossia:<\/p>\n<ul>\n<li>la comunicazione annuale dei medici competenti per quanto riguarda l\u2019Allegato 3B del D.Lgs. n. 81\/2008, diventato per altro sempre pi\u00f9 analitico dopo le ultime modifiche introdotte dal decreto interministeriale Lavoro e Salute 12 luglio 2016;<\/li>\n<li>la comunicazione dei nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (art. 18, comma 1, lett. aa, D.Lgs. n. 81\/2008).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Come \u00e8 possibile osservare, man mano che il Sistema Informativo Nazionale per la Prevenzione andr\u00e0 a delinearsi in tutta la sua architettura, sempre pi\u00f9 assumer\u00e0 importanza per ciascuna azienda porre attenzione ai dati e pertanto alle informazioni prodotte. Diventer\u00e0 importante, se non strategico, che le stesse siano coerentemente in linea con i processi preventivi interni tale da non creare disallineamenti informativi (comunicazione interna ed esterna) o, peggio ancora, asimmetrie rispetto all&#8217;obiettivo di programma della Prevenzione (articolo 2087 codice civile) intesa quale complesso delle disposizioni o misure necessarie anche secondo la particolarit\u00e0 del lavoro, l&#8217;esperienza e la tecnica, per evitare o diminuire i rischi professionali nel rispetto della salute della popolazione e dell&#8217;integrit\u00e0 dell&#8217;ambiente esterno.<\/p>\n<p>In questo senso infatti diventer\u00e0 per ciascuna azienda sempre pi\u00f9 necessario riporre la giusta attenzione ai dati presenti all&#8217;interno della stessa e, soprattutto, la consapevolezza del valore degli stessi; raccogliere dati, analizzarli e correlarli tra di loro per ricavarne le informazioni necessarie su cui basare le decisioni \u00e8 un&#8217;attivit\u00e0 a valore strategico.<\/p>\n<p>Certamente lo stesso fenomeno dei Big Data su scala mondiale e la corsa dei grandi gruppi multinazionali alla gestione dei dati testimoniano l&#8217;importanza di basare le decisioni di qualunque tipo sui dati o meglio sulle informazioni ricavabili da questi ultimi. Quanto pi\u00f9 le informazioni saranno accurate e precise, tanto pi\u00f9 le azioni saranno efficaci. Tale fenomeno tuttavia si basa sulla disponibilit\u00e0 di una \u201cimmensa mole\u201d di dati raccolti che, analizzati e messi in correlazione tra di loro mediante algoritmi avanzati, forniscono informazioni la cui significativit\u00e0 dipende anche dalla stessa elevata quantit\u00e0 di dati di partenza. Possiamo solo immaginare quale potere sia conferito a chi ha la possibilit\u00e0 di disporne.<\/p>\n<p>Ma, all&#8217;interno della singola Azienda, in relazione alla Prevenzione, da intendersi come capacit\u00e0 di intervenire prima che il danno sia avvenuto, quali possono essere i dati e le informazioni utili a prendere decisioni efficaci soprattutto sotto il profilo della Gestione della Sicurezza e della Prevenzione dagli infortuni e Malattie Professionali in particolare laddove tali informazioni non sempre sono raccolte in modo sistematico o addirittura non vengono proprio raccolte ed organizzate?<\/p>\n<p>\u00c8 possibile preliminarmente fare una riflessione riguardo la presenza dei dati e disponibilit\u00e0 degli stessi all&#8217;interno di ciascuna organizzazione. I dati possono considerarsi presenti temporaneamente almeno nel momento in cui si originano. Sono talvolta raccolti all&#8217;interno di documentazione non sempre correttamente archiviata, talvolta la loro \u201carchiviazione\u201d \u00e8 affidata alla memoria delle persone che compongono l&#8217;Azienda stessa.<\/p>\n<p>I dati gestiti in questo modo hanno evidentemente una non sufficiente utilit\u00e0 e possono fornire informazioni lacunose e poco utili alla assunzione di corrette decisioni.<\/p>\n<p>In tale ottica appare piuttosto evidente come una corretta struttura di raccolta, analisi e gestione dei dati aziendali possa costituire la base per le successive decisioni anche a carattere strategico e, a maggior ragione, per finalit\u00e0 di Prevenzione interna all&#8217;azienda.<\/p>\n<p>Con riferimento al carattere strategico, la Gestione dei Rischi Aziendali (Risk Management) nell&#8217;ambito della Salute e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro \u00e8 stata in molti casi privata (e spesso lo \u00e8 ancora) proprio del suo significato strategico e ridotta a puro adempimento burocratico, scontando un gap culturale in base al quale siamo spesso portati a considerare tale attivit\u00e0 come una sorta di \u201cdovere morale\u201d piuttosto che come una parte integrante della gestione Aziendale con valenza strategica.<\/p>\n<p>A tale proposito non bisogna dimenticare che la attuale norma in materia di Salute e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro, il D.Lgs. 81\/08 (ed ancor prima il D.Lgs. 626\/94), lascia alla figura apicale dell&#8217;Azienda (il Datore di Lavoro Prevenzionistico) la possibilit\u00e0 di definire le linee strategiche mediante l&#8217;effettuazione dell&#8217;analisi, stima e valutazione di tutti i Rischi in base a criteri scelti dallo stesso titolare di tale obbligo, senza quindi imporre a priori, a meno di casi o rischi particolari, una metodologia predefinita.<\/p>\n<p>Occorre forse riflettere su ci\u00f2 che pu\u00f2 costituire il punto di partenza pi\u00f9 in generale per un approccio pi\u00f9 corretto alla tematica della Salute e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro; potrebbe essere, a tal fine, utile provare a sostituire le classiche domande:<\/p>\n<ul>\n<li>che cosa c&#8217;\u00e8 da fare?<\/li>\n<li>che cosa mi impone la legge ?<\/li>\n<li>sono a posto?<\/li>\n<li>ho rispettato tutti i gli obblighi?<\/li>\n<li>che cosa devo dire quando viene un controllo?<\/li>\n<\/ul>\n<p>con le seguenti:<\/p>\n<ul>\n<li>quali sono i vantaggi che posso ottenere con un adeguato Risk Management in ambito Salute e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro?<\/li>\n<li>posso realmente ridurre la probabilit\u00e0 di accadimento di eventi infortunistici e di malattie professionali?<\/li>\n<li>quali sono i ritorni economici immediati e quali sono i ritorni economici derivanti dal miglioramento del benessere organizzativo nel lungo andare che pu\u00f2 derivare da una corretta applicazione delle metodologie di Risk Management?<\/li>\n<li>come posso valutare e quantificare tali ritorni economici?<\/li>\n<\/ul>\n<p>Ecco che proprio in considerazione dell&#8217;approccio utilizzato assume sempre pi\u00f9 importanza il ruolo del Risk Manager ovvero colui che previene e gestisce ogni tipo di rischio aziendale, le cui ripercussioni potrebbero ricadere sui bilanci dell\u2019azienda stessa, e anche della gestione dei cosiddetti rischi \u201cpuri\u201d, legati cio\u00e8 all\u2019intera attivit\u00e0 dell\u2019impresa sotto osservazione. I suoi compiti principali si articolano in due momenti:<\/p>\n<ul>\n<li>Identificazione dei rischi<\/li>\n<li>Analisi dell\u2019impatto potenziale di tali rischi sulle attivit\u00e0 dell\u2019impresa.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il Risk manager \u00e8 una figura che deve riunire in s\u00e9 due professionalit\u00e0 distinte: l\u2019ingegnere e l\u2019economista. Infatti egli deve conoscere i sistemi di produzione, il funzionamento degli impianti e la scienza dei materiali, ma anche avere delle solide basi nell\u2019ambito delle procedure amministrative collegate alla gestione del personale e nell\u2019interpretazione dei dati statistici e delle previsioni econometriche. Il Risk manager \u00e8 una professione assolutamente trasversale e multifunzionale: chi la svolge deve infatti conoscere tutte le caratteristiche di ogni reparto dell\u2019azienda per la quale offre il proprio operato. I requisiti richiesti per svolgere questa professione sono quindi una comprovata capacit\u00e0 di analisi e valutazione dei costi\/benefici, un intuito molto spiccato e una grande riservatezza.<\/p>\n<p>\u00c8 in tal senso che il Risk Management, definito come insieme di processi attraverso cui un&#8217;azienda identifica, analizza, quantifica, elimina e monitora i rischi legati ad un determinato processo produttivo, pone all&#8217;interno dell&#8217;organizzazione la necessit\u00e0 di applicare la gestione dei rischi presenti ed in particolare legati in questo caso alla salute e sicurezza dei lavoratori.<\/p>\n<p>Il processo di Risk Management \u00e8 costituito dalle possibili seguenti fasi:<\/p>\n<ul>\n<li>definizione del contesto<\/li>\n<li>identificazione delle fonti dei rischi<\/li>\n<li>valutazione dei rischi<\/li>\n<li>controllo dei rischi mediante azioni preventive e\/o correttive.<\/li>\n<\/ul>\n<p>In base alla propria struttura organizzativa, l\u2019Azienda individua uno o pi\u00f9 Risk Manager aventi il compito di effettuare la valutazione dei rischi e definire le misure per l\u2019eliminazione o prevenzione degli stessi, accertandosi dei risultati e monitorandone le variazioni nel tempo.<\/p>\n<p>Ritornando pertanto alla presenza, disponibilit\u00e0 e gestione dei dati internamente all&#8217;Azienda in relazione al Risk Management nell&#8217;ambito della Salute e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro, una strategia vincente pu\u00f2 essere costituita dall&#8217;applicazione di una procedura relativa ai cosiddetti \u201cincidenti mancati\u201d o \u201cnear miss\u201d.<\/p>\n<p>Tale procedura permette, infatti, di avere a disposizione i dati relativi a fenomeni ed eventi che possono provocare incidenti o infortuni nella considerazione che solamente una piccola percentuale di tali eventi danno poi origine ad un infortunio significativo. Il grafico sotto riportato fornisce una stima del rapporto esistente tra comportamenti pericolosi, quasi incidenti, infortuni.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-262 alignright\" src=\"http:\/\/www.lbcstudio.pro\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/piramide-near-miss-300x250.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"250\" srcset=\"https:\/\/www.lbcstudio.pro\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/piramide-near-miss-300x250.jpg 300w, https:\/\/www.lbcstudio.pro\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/piramide-near-miss-240x200.jpg 240w, https:\/\/www.lbcstudio.pro\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/piramide-near-miss-480x400.jpg 480w, https:\/\/www.lbcstudio.pro\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/piramide-near-miss.jpg 490w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Tale procedura basa la sua ragione di essere sul fatto che il numero di eventi che non danno origine a conseguenze \u00e8 di almeno un ordine di grandezza pi\u00f9 elevato rispetto a quelli che invece danno origine a conseguenze. Entrambe le tipologie di eventi hanno molto spesso in comune le correlazioni causa effetto. Per tale motivo dunque, analizzare eventi, anche di scarso rilievo in termini di conseguenze, pu\u00f2 fornire informazioni di carattere predittivo importanti ed \u201ca basso costo\u201d.<\/p>\n<p>Tale procedura, al momento applicata in diverse realt\u00e0 lavorative, fornisce risultati in linea con le aspettative iniziali solo quando utilizzata correttamente. Nella considerazione dunque della importanza riconosciuta oggi ai dati, l&#8217;inquadramento di tale procedura come analisi predittiva all&#8217;interno di un&#8217;ottica strategica pi\u00f9 complessiva a livello Aziendale unitamente al reale coinvolgimento e partecipazione nonch\u00e9 formazione delle persone impegnate nella raccolta ed analisi dei dati possono costituire gli elementi utili ad aumentare l&#8217;efficacia di tale attivit\u00e0.<\/p>\n<p>Negli studi ergonomici \u00e8 stato infatti definito un modello di analisi che ha al centro il Compito Lavorativo che coinvolge l&#8217;uomo, la macchina e l&#8217;ambiente. In tale modello l&#8217;infortunio viene definito come \u201cil risultato non voluto del sistema\u201d che implica non solo gli effetti fisici (danni alla persona), ma anche tecnici (guasti agli strumenti, macchine, etc.). Nel considerare la differenza tra incidente ed infortunio, dove il primo \u00e8 potenzialmente capace di provocare danni biologici o di altra natura, mentre il secondo \u00e8 la conseguenza di un incidente che ha causato concretamente un danno biologico, ne risulta che l&#8217;analisi degli incidenti \u00e8 pi\u00f9 adeguata ai fini di una ricerca delle soluzioni di tipo predittivo ed ha come obiettivo di scoprire le carenze e i difetti dei processi lavorativi mentre l&#8217;analisi degli infortuni \u00e8 pi\u00f9 limitata in quanto ristretta ai danni realmente verificatisi. Altra distinzione altrettanto importante \u00e8 quella tra errori attivi (quelli commessi dagli operatori in prima linea) ed errori latenti (quelli associati ad attivit\u00e0 lontane in termini di tempo e di spazio dal luogo dove \u00e8 accaduto l&#8217;incidente ovvero attivit\u00e0 manageriali, normative ed organizzative). L&#8217;organizzazione del lavoro nel suo complesso ed il singolo contesto lavorativo hanno un ruolo importante nel rapporto tra errori attivi ed errori latenti e la comprensione di questi ultimi \u00e8 basilare per prevenire gli errori attivi.<\/p>\n<p>Nel contesto ad elevata variabilit\u00e0 la costante diventa poter intervenire prima che il danno o le conseguenze negative si verifichino; per poter intervenire prima occorre sapere su quali leve organizzative poter agire ed utilizzarle con consapevolezza.<\/p>\n<p>Le imprese attualmente sono e saranno sempre pi\u00f9 nella condizione di dover presidiare proprio i due paradigmi principali: strategia ed organizzazione.<\/p>\n<p>In tale ottica l&#8217;integrazione delle opportune leve (informazioni, partecipazione, progettazione) consente di:<\/p>\n<p>&#8211; ridurre i costi interni dovuti alle inefficienze, infortuni, malattie professionali;<\/p>\n<p>&#8211; aumentare la produttivit\u00e0 attraverso il miglioramento del clima lavorativo;<\/p>\n<p>&#8211; aumentare il benessere organizzativo integrando partecipazione e progettazione.<\/p>\n<p>Riferimenti Bibliografici:<\/p>\n<ul>\n<li>Mario Gallo, Con il Sinp Infortuni sotto stretta osservazione, Ambiente &amp; Sicurezza n. 1 Gennaio 2017 pag. 70;<\/li>\n<li>Universit\u00e0 degli Studi di Trento Facolt\u00e0 di Economia Servizio Placement \u2013 I Profili Professionali;<\/li>\n<li>Gabriella Galli, Il valore della procedura di valutazione degli infortuni mancati, Il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza, Epc 2001.<\/li>\n<li>Cesare Saccani, Augusto Bianchini, Veronica Pacini e Marco Pellegrini, I Costi della \u201cnon Sicurezza\u201d, Ambiente &amp; Sicurezza n. 20 Ottobre 2010 pag. 41.<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 2017 \u00e8 andato completandosi il processo di telematizzazione della Sicurezza nei Luoghi di Lavoro portato avanti dall&#8217;Istituto Assicuratore Inail. 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